19.10.2026

Cambio di stagione, facciamo il punto

L’estate è finita e l’autunno è iniziato ed è arrivato il momento di fare il punto, perché dall’ultimo recappino in qua sono successe parecchie cose: abbiamo viaggiato, intervistato persone interessanti e avviato nuovi progetti.

Insomma, prima di mettere ufficialmente via i costumi e tirare fuori i maglioni, un breve riassunto in stile Rawr.

‍Da dove siamo ripartiti

Tra la fine di agosto e l’inizio di settembre c’è stata la prima edizione di Playground, la nostra summer school. Ne abbiamo già parlato sul blog e sui social, ma per raccontarvi com’è andata davvero abbiamo preferito lasciare la parola alla Gio, che ha vissuto l’esperienza da partecipante. Qui trovate la sua recensione.

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È tornato Bruno

Dopo la pausa estiva sono riprese anche le registrazioni di “Tutta colpa di Bruno”, il podcast che, puntata dopo puntata, ci sta portando sempre più lontano.

Siamo stati a Cesenatico per intervistare Alessandro Scarpellini, Art director e Design manager, oltre che Founder e curatore del blog Visual Journal. E poi siamo andati fino a Roma per incontrare Gaia Zuccaro, Interaction Designer e docente presso Talent Garden.

Il podcast ci dà sempre una buona scusa per passare un paio d’ore con amici, colleghi e persone che stimiamo. Quello che ci piace è proprio questo: ci sediamo, facciamo domande e ascoltiamo storie che, probabilmente, in una normale conversazione non verrebbero fuori.

E abbiamo scoperto che è formativo anche per noi. Non solo per tutto quello che c’è dietro alla preparazione di un episodio, ma soprattutto per quello che succede durante le interviste, perché ascoltare le esperienze e i punti di vista dei nostri ospiti ci sta lasciando molto più di quanto ci aspettassimo.

Sono persone con ruoli e storie personali e professionali diverse. Ognuna ci ha dato nuovi spunti e un modo diverso di guardare al nostro lavoro: il percorso di Federica Ricci, la passione per i cappelli di Lorenzo Grosso, il concetto di virtuosismo raccontato da Giulio Simeone, l’importanza del processo per Frenk Poloniato, la delicatezza nelle parole di Alessandro Scarpellini e la voglia di sperimentare di Gaia Zuccaro.

Trovate tutte le puntate complete nel nostro canale Youtube o su Spotify.

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Work in progress

Vi avevamo accennato al viaggio in Cina per Rotel e ora possiamo dire qualcosa in più.

Siamo andati a vedere dove e come prendono forma i progetti su cui lavoriamo. Essere lì ci ha permesso di seguire i processi produttivi, scoprire quanta attenzione c’è per i dettagli e confrontarci direttamente con le persone coinvolte. Abbiamo potuto prendere decisioni insieme, sul momento, senza dover organizzare da remoto una quantità indecente di call.

Soprattutto, è stata un'occasione per conoscere meglio il cliente e consolidare una collaborazione che, nel tempo, è andata oltre gli aspetti professionali: un rapporto che ci nutre non solo come designer, anche come persone. Perché sì, incontrarsi di persona fa ancora la differenza.

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Nel mentre, siamo passati anche da FABA dove abbiamo intervistato il buon Frenk per l’ep.04 di “Tutta colpa di Bruno” e ne abbiamo approfittato per sbirciare come sta procedendo il progetto su cui abbiamo lavorato insieme. Entro fine anno potremo finalmente mostrarvelo.

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Inoltre, negli ultimi mesi abbiamo avviato una nuova collaborazione con Urmet ATE, un'azienda che sviluppa dispositivi e soluzioni per la vigilanza e il telesoccorso. Abbiamo lavorato su un prodotto dedicato alla sicurezza delle persone, un dispositivo pensato per essere un aiuto concreto in determinate situazioni. Siamo molto contenti di poter supportare progetti di questo tipo e dare il nostro contributo per migliorare l’esperienza d’uso del prodotto.

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Back to school

Ci siamo dati parecchio da fare anche all’università.

Quest’anno per la prima volta, siamo stati relatori di tesi [Ale e Chris NdR] per più studenti ed è stata un’esperienza fighissima (oltre che un bell’impegno). Seguire progetti così lunghi significa riuscire a trovare il tempo per dare a ognuno la giusta attenzione, incastrando revisioni tra lavoro, lezioni e tutto il resto.

A volte anche in posti abbastanza improbabili.

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Ma ne è valsa decisamente la pena.

I ragazzi e le ragazze che abbiamo seguito sono partiti da idee di progetto molto azzeccate e le hanno trasformate, attraverso ricerca, confronti, dubbi, review e prototipi, in progetti davvero fighissimi.

A settembre ci sono state le discussioni e, insieme al corpo docente, abbiamo ascoltato i “nostri” studenti e le “nostre” studentesse raccontare mesi e mesi di lavoro in pochi minuti. Vederli arrivare fino in fondo, difendere le proprie scelte e spiegare con entusiasmo qualcosa che hanno costruito passo dopo passo è stata una grandissima soddisfazione.

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Un po’ in giro

A fine settembre siamo stati all'inaugurazione della nuova sede di Efesto, in una bellissima cascina a Casier. Abbiamo curiosato tra i nuovi spazi e festeggiato con loro questo nuovo capitolo. Ci piace sempre vedere altre realtà creative crescere e costruire qualcosa che le rappresenti.

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A ottobre, invece, Chris e la Gio hanno fatto un salto in H-FARM per l'evento organizzato da Supernova Agency.

Il tema di quest'anno era Artificiale. L'AI sta mettendo in discussione tante cose: il modo in cui lavoriamo, gli strumenti che utilizziamo, il valore delle nostre competenze e, più in generale, il ruolo stesso del designer. E anche noi, ovviamente, ci facciamo delle domande. Non tanto per capire se l'AI ci sostituirà, ma per riflettere su cosa cambierà nel nostro modo di progettare, cosa avrà ancora senso fare e quali aspetti del nostro lavoro continueranno a renderci unici.

Dopo aver ascoltato talk molto interessanti, con punti di vista diversi e qualche provocazione, ci siamo portati a casa molti spunti di riflessione che abbiamo raccolto nei nostri highlight.

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E ora che facciamo?

Dopo un anno pieno di novità e a quasi tre anni dalla nascita di Rawr, sentiamo il bisogno di mettere ordine.

Tra progetti, clienti e nuove idee, il rischio è concentrarsi su tutto quello che c’è da fare e perdere di vista la direzione. Per questo stiamo lavorando sulla nostra identità e sul nostro posizionamento, vogliamo capire meglio chi siamo oggi e chi vogliamo diventare.

Rawr è qualcosa di vivo, che cresce e cambia insieme alle persone che ne fanno parte. E forse è proprio questo continuo metterci in discussione che ci permette di mantenere viva l'energia con cui abbiamo iniziato.

Vediamo dove ci porterà.

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